Archivi categoria: Trend Setter

Coca Cola goes fashion

Coca-Cola & Daft Punk : Due bottiglie di oro e argento  incluse in un pacchetto che rende omaggio alle famose maschere del gruppo. Il box sarà disponibile in edizione limitata esclusivamente da Colette a partire dal 28 marzo. In aggiunta a queste bottiglie, i Daft Punk hanno anche previsto un oggetto speciale che sarà presentato a maggio sul sito Daftcoke.com.

Mentre le bottiglie in edizione limitata della Coca-Cola & Daft Punk arrivano tra qualche giorno, Karl Lagerfeld firma una nuova serie di bottiglie per la versione light della famosa bevanda americana.

Piuttosto che una sola bottiglia, come nel 2009, il creatore ha dichiarato: “Amo questa bottiglia, ma è tempo di fare altro. Infatti ho intenzione di farne tre!”

Quindi non una ma tre bottiglie che sono previste per aprile 2011. Righe, pois e stelle, sempre con un tocco di rosa e, naturalmente, la figura di Karl Lagerfeld.

via Minutebuzz

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HOT MAMA: shopping post partum

HOT MAMA è un concetto rivoluzionario del retail, completamente dedicato alle giovani mamme.

Una delle principali preoccupazioni delle neo mamme infatti, è quella di vedersi bene, perché il loro corpo si sta lentamente riprendendo dalla gravidanza. Questo negozio risolve il problema con successo attraverso due mosse importantissime:

1. I venditori sono “addestrati” a valutare il corpo della cliente e a suggerirle gli abiti più adatti  alla sua figura; creano inoltre un’esperienza di “vicinanza” in cui le clienti sentono di poter fare shopping con un vero amico.

2. Il layout del negozio ha uno spazio al centro, dove i bambini possono giocare, in modo che la mamma non li perda mai di vista.

Mettendo insieme questi due elementi differenzianti, Hot Mama rende l’esperienza di acquisto post partum davvero unica e in più la maggior parte delle clienti ritorna con piacere a fare acquisti.

Via RedBox Innovation


Brands & the city #1

original review in ENG

La città come fonte di  ‘scintille creative’. Spazi urbani come base per le campagne più audaci e intense. Per molti decenni, piccoli centri e megalopoli hanno ispirato le agenzie di pubblicità e i progetti di marketing che, se da un lato hanno promosso i brand, dall’altro hanno incoraggiato i consumatori a confrontare le varie città, svelarne la creatività e la forte dedizione allo sport, al cinema e alle scoperte, o addirittura portare accenti rurali in contesti urbani.

POPSOP ha passato in rassegna l’attività pubblicitaria dei maggiori global brands nel corso del 2010 e nei primi due mesi del 2011 per vedere come queste hanno “incorporato” la città nelle loro attività promozionali.

La prima sezione di questa recensione metterà in evidenza competitions, cross-city studies, urban sport-related promotions che hanno avuto luogo nelle grandi città del mondo e in che modo i brand sono entrati in relazione con le stesse.

A livello globale i brand mostrano rispetto verso le città, ma senza dubbio esprimono forti sentimenti soprattutto verso le loro ‘aree native’.

L’anno scorso per la sua campagna “Go forth” Levi’s ha reso omaggio alla città in cui il brand è nato ovvero San Francisco, lanciando proprio lì un laboratorio di stampa. Una volta terminate le sessioni di stampa, il brand leader nel jeanswear ha lanciato un workshop simile a New York. Entrambe le iniziative spingevano a celebrare ‘i pionieri’ della creatività.

Umbro, brand dell’abbigliamento sportivo, calzature e attrezzature di proprietà della Nike ha continuato la ricerca di giovani talenti creativi nell’area di Manchester, l’area in cui il brand affonda le sue radici. Ogni trimestre Umbro destina 1o.ooo £ per sostenere la potenzialità creativa nella zona di Manchester.

Sebbene Illy sia un brand italiano, il suo AuthentiCity photography contest non è stato dedicato a Roma, Milano o Torino. Lo scorso hanno, il brand ha collaborato con la School of Visual Arts di NY e ha incoraggiato i suoi studenti o ex studenti ad esplorare  la Big Apple e presentare una serie di immagini che riflettessero le diverse parti della sua personalità.

Le metropolitane sono presenti solo nelle grandi città e così il seguente progetto può entrare di riguardo nella nostra lista. Red Bull, il marchio più consciuto per il sostegno a eventi di sport estremo, questa volta rende omaggio alla musica e all’arte. Lo scorso anno il marchio ha portato vitalità e musica in una delle città più calde e piene di ritmo al mondo, São Paulo. La città brasiliana è diventata il cuore della musica metropolitana con il festival Sounderground,  in cui hanno preso parte buskers da New York, Barcellona, Parigi, Città del Messico, Berlino, Montreal, Mosca, San Pietroburgo e Londra. Gli artisti hanno intrattenuto il pubblico in vari punti intorno alla città São Paulo, compresa la stazione Sé quella più trafficata della città.

Secret Generated Series realizzato da Levi’s è un altro progetto legato alla musica e dedicato all’environment cittadino. Nell’autunno 2010, il marchio insieme a Urban Outfitters ha invitato music fans a visitare dei concerti in una località segreta a Chicago e Boston. Ma il brand non ha specificato l’indirizzo, sono stati forniti invece dei foto- indizi e i fan hanno dovuto riconoscere la posizione top-secret attraverso i dettagli di un luogo (un pezzo di un muro, poster, una recinzione, ecc.)

Il cinema è un altro tema che ispira creatori di campagne di marketing per grandi aziende. Il mondo dei film e ambienti urbani sono legati tra loro per sempre, e alcuni marchi tra cui Levi’s, Volvo e Volkswagen li hanno adoperati per i loro progetti ispirati ai contesti urbani.

Attraverso la campagna ‘See Film Differently’, che ha preso il via nell’autunno del 2010, Volkswagen ha invitato appassionati di cinema in tutto il Regno Unito a “godere di alcuni classici film nei luoghi in cui essi sono stati girati”.

Una campagna molto simile, Rolling Roadshow, è stata lanciata negli Stati Uniti in estate da Levi’s come parte della campagna di marketing di cui sopra ‘Go-Forth’; il brand ha anche invitato i suoi fan a visitare una serie di proiezioni nelle città in cui i film sono stati effettivamente girati.

Un altro marchio automobilistico, Volvo, ha invitato gli appassionati della buona cinematografia a far rivivere la tradizione del guardare film nei teatri drive-in . Volvo ha lanciato così la  Starlite Urban Drive-In campaign , dando agli amanti del cinema l’opportunità di guardare un film comodamente all’aria aperta, seduti in una nuova Volvo, nella East London. Il biglietto da $ 40 di ogni partecipante prevedeva un drink, popcorn,senza alcun obbligo di patente.

Mentre questi marchi hanno invitato i propri fan a godersi la vita attraverso la visione di un altro buon film o l’ascolto di musica, Nike e Adidas hanno incoraggiato i propri sostenitori a ‘coprire’ la città. Questi brand hanno lanciato una serie di progetti, che hanno visto atleti non professionisti  “conquistare” parti di un’area urbana.
Nella campagna ‘Danger Makes Legend’ Adidas ha offerto ai suoi fan l’opportunità di “sostituirsi” a una capitale per sfidare alla vittoria finale un famoso calciatore che rappresenterebbe la città.

Nike che ha promosso lo Urban running attraverso una linea di abbigliamento dedicata e una serie di attività e di installazioni negli store, la scorsa primavera ha dato il via al Nike Grid Quest . L’attività consisteva nel cercare nuove strade e avere più punti per ottenere regali dalla Nike.

Il tema della ricerca è stato ripreso anche da Mini che ha lanciato una divertente one- week ‘Getaway Stockholm’ in cui sono confluiti  una caccia al tesoro offline e digital elements. Il brand ha realizzato un’applicazione per Iphone per visualizzare la localizzazione di una  Mini virtuale in città e andare a prenderla. Una volta recuperata l’auto, i partecipanti avrebbero dovuto allontanarsi dalla folla perchè altri “hunters” avrebbero potuto rubarla. Ha vinto una vera auto chi è riuscito a tenere con sè per ultimo la Mini.

Citroën ha offerto ai consumatori di vincere un auto della sua gamma. Il brand ha lanciato digital hide-and-seek game su strade (virtuali) delle maggiori città europee,inviando suggerimenti ai partecipanti del concorso, spingendoli verso determinati luoghi dove erano stati  precedentementi nascosti frammenti del modello DS3. Una volta raccolti tutti i frammenti, i partecipanti hanno ricevuto la chiave relativa al luogo dove trovare la DS3. Coloro che sono riusciti a individuare tutta la macchina sulla mappa virtuale, hanno ottenuto un’auto vera.

Il concetto di ‘perdere e trovare’è stato utilizzato anche da un altro brand (questa volta un rappresentante del confectionary ). M & M’s ‘ha perso’ il suo personaggio rosso per le strade di Toronto. Il brand ha chiesto ai suoi fan di individuare la caramella sulla mappa virtuale della città per avere la possibilità di ricevere un premio, che non si scioglie mai tra le mani..una Smart.

L’esplorazione della città è diventato uno dei maggiori temi anche della più ampia campagna della Nissan, che ha offerto agli ospiti di Cardiff, Londra, Liverpool, Belfast e Glasgow la possibilità di saperne di più sulle città nei vari ambiti della loro vita: musica, cultura, shopping e intrattenimento.The project è stato sviluppato in collaborazione con la guida da viaggio Lonely Planet e digital  media publisher per promuovere il crossover a marchio Qashqai.

Alcune marche hanno anche ‘studiato’ le città e poi le hanno messe a confronto. Pochi giorni fa, Jim Beam  ha decretato the ‘boldest’ city in the U.S., conducendo un sondaggio per scoprire quanto coraggiosi fossero i residenti. Spokane, WA, è risultata ufficialmente la città più coraggiosa di tutto il Paese. L’indagine ha supportato recentemente il lancio della campagna ‘Scelte coraggiose’.

A sua volta, Volvo ha deciso di determinare the ‘naughtiest’ European capital e  ha anche pubblicato un documento di ricerca mettendo in evidenza le reazioni della popolazione locale rispetto ad alcune situazioni straordinarie, presentate dal team del brand. Parigi ha ottenuto il rating più alto.

Dalla più cattiva alla più felice. La scorsa estate, Renault Mégane ha portato gioia e felicità da una città ad un’altra, situata di fronte al mare. Il brand ha affidato a un uomo di nome Claude, un ‘borat francese,’ la missione di convincere i residenti del piccolo e noioso villaggio di Gisburn, Lancashire ad acquistare una Mégane. La promozione aveva lo scopo di aiutare la gente del luogo a sperimentare la  ‘joie de vivre’ di uno dei luoghi più rilassanti al mondo, Menton, situato sulla Costa Azzurra.

La Mercedes-Benz è finita sotto i riflettori con un altro progetto concentrato sul tema del viaggio e la scoperta delle città. Stefan Gbureck, uno dei più grandi street photographer emergenti a Berlino, si è imbarcato in un viaggio in autostop di 17 giorni in tutta Europa ( a hitchhiking 17-day journey across Europe), da Monaco a Barcellona, rigorosamente in Mercedes-Benz.

Il marchio di patatine Walkers ha dimostrato di poter migliorare la città così come migliora i pranzi. Un anno fa, ha lanciato una campagna splendida incentrata sulla trasformazione delle città – il team creativo ed un elenco di celebrità  ha ravvivato una piccola città, Sandwich, nel Kent, Regno Unito, e ha dimostrato che le patatine del marchio possono rendere i panini migliori, anche di quelli nostrani.

Oggi i marchi sono davvero onnipotenti, non è vero?

Via POPSOP


Converse ♥ Marimekko

MARIMEKKO è un brand finlandese leader nel settore del textile design. Fondata nel 1951, l’azienda progetta, produce e commercializza abbigliamento di alta qualità, tessuti per l’arredamento, borse e altri accessori con il marchio Marimekko, sia in Finlandia che all’estero.

Design di prodotto forte e distintivo,  è questa la forza delle operazioni di Marimekko e della sua cultura aziendale. Il punto di partenza per la progettazione è che ogni singolo prodotto Marimekko deve raggiungere il proprio personalissimo design value ed esprimere la filosofia  e il lifestyle Marimekko. Accanto a un design distintivo e individuale Marimekko pone l’ accento sulla funzionalità e gli aspetti pratici dei prodotti,il design infatti procede in stretta interazione con la produzione, le vendite e il marketing.

Un mondo unico di linee, forme, colori inconfondibili che per la primavera 2011 vedrà la collaborazione con il marchio CONVERSE.

Le converse silhouette da donna più popolari vestiranno i tessuti Marimekko:una selezione di stampe classiche realizzate dai più influenti designers della casa dei tessuti. Il design nordico abbraccia lo stile CONVERSE.

La collezione Converse ♥ Marimekko sarà disponibile a partire da febbraio 2011 presso punti di vendita premium, selezionati negozi Marimekko e  sul sito http://www.converse.com.


CITYSUMERS: the future is urban

“Ricche di contatti e opportunità, le città fungono da calamita, attirando flussi continui di talenti e innovazioni: Tokyo e New York, per esempio, hanno un PIL comparabile a quello di Canada o Spagna. La nuova sfida del consumo arriverà dai grandi agglomerati cittadini: entro il 2050 la popolazione urbana sarà il 70% del totale. Se il business vorrà crescere, dovrà essere pronto a soddisfarla. Le città indiane potrebbero generare il 70% di nuovi posti di lavoro entro il 2030; l’economia di Shanghai rappresenta il 13% del prodotto interno lordo cinese, ospitando meno del 2% della popolazione del paese asiatico.La città come terreno di cultura del consumo –


L’osservatorio Trendwatching spiega come attualmente “urban culture is the culture”, quindi, dalla città non si scappa: le nuove tendenze nascono e si sviluppano nell’area urbana, luogo in cui i nuovi consumatori, denominati “Citysumers” ( city+consumer) cercano in continuazione nuovi canali, nuove connessioni, con una continua voglia di sperimentare e di lanciarsi in nuove esperienze. Il risultato di questo dinamismo urbano si riflette nell’emergere di una nuova classe media, circa 2 miliardi di persone, potenzialmente pronte a spendere 6,9 trilioni di dollari l’anno. Un esempio è la comunità cinese che in poco tempo è passata da una mentalità della “sopravvivenza”, in cui si spendeva solo per lo stretto necessario, ad un’attitudine più possibilista: il 54% dei cinesi è ormai desideroso di avere uno stile di vita più ricco e diversificato. “Oggi le città tornano ad essere luoghi di produzione di nuove tendenze, dichiara ad Affaritaliani.it il sociologo Francesco Morace, che pone l’accento sulla dimensione urbana come laboratorio di nuovi stimoli. Le città di punta? “Sicuramente San Paolo del Brasile, Mexico City, Città del Capo, Sidney e Melbourne in Australia, Mumbai e Bangalore dove c’è la Silicon Valley indiana produttrice di ingegneri e programmatori con più di 10 milioni di abitanti”. Insomma tutti laboratori a cielo aperto che si affiancano a quelle che per anni sono state le capitali della moda e del design come Londra, Parigi, Tokyo. La novità è che altre città più alla periferia del mondo sono al centro della scena: “San Paolo, sottolinea Morace, è oggi la città più interessante del mondo, la più vivace e creativa, dalla pubblicità al design, con un mercato in grande sviluppo, entusiasmo e anche demograficamente una popolazione molto giovane in un paese che non ha vissuto la prima modernizzazione degli anni ‘60- ‘70 che ha invece caratterizzato l’Occidente, i paesi europei, gli Usa e il Giappone. Una fase di terza modernità oggi coinvolge le economie emergenti, e il cosiddetto Bric (Brasile, Russia, India e Cina) anche se oggi la Russia è un po’ in affanno”.Cittadini orgogliosi e always on. Ecco i Citysumers – “L’Urban Culture è sicuramente un macrotrend che vede le città come centri propulsori energetici del pianeta e allo stesso tempo centri di gravità di servizi e luoghi, spiega ad Affaritaliani.it Elena Marinoni, Managing Director dell’Istituto di ricerca sui consumi GPF. Ma chi sono questi nuovi consumatori? “In termini di comportamenti, precisa Marinoni, sono persone in cui prevale un urban pride, ovvero l’orgoglio di essere abitanti di una città, con un potere di spesa più alto e un maggiore grado di informazione rispetto ad altre aree. In secondo luogo sono cittadini attivi, interessati a sfruttare le varie occasioni di vivere il contesto urbano e infine, caratteristica molto importante, sono sempre connessi, always on, attraverso smartphone, iPhone, iPad”. Una popolazione mediamente giovane, connessa e curiosa, di venticinque – trenta- quarant’anni che vive le città come fossero siti web, “ma non solo, aggiunge Morace, è una generazione molto coinvolta che comprende anche i senior e una classe sociale varia, in virtù di quella rivoluzione tecnologica che ha prodotto oggi una grossa democratizzazione dei consumi. Tutti oggi hanno i cellulari, dai ragazzini agli immigrati. Viviamo quindi un’estensione di privilegi che prima era riservati ai più ricchi”. La rete diventa il terzo braccio per sfruttare le possibilità delle città e viceversa.: “In certe città, racconta Morace, è come se ci fossero delle porte virtuali per entrare nel web. A San Paolo, per esempio, il wifi è molto esteso, ci sono negozi nei quali con il tuo cellulare puoi raccogliere informazioni. In Australia ci sono percorsi turistici nei quali se inquadri un determinato monumento ti viene raccontata tutta la sua storia. E’ una tabella a doppia entrata: la città ti introduce nel mondo del web e il web ti permette di vivere la città in un modo nuovo”. Quello che Google Earth attraverso applicazioni che permettono di orientarsi in città e luoghi ha capito prima di altri: l’incontro tra il reale e il virtuale. Più una città è grande, più è ricca di quartieri e stimoli, più si presta a questa sorta di caccia al tesoro che riproduce l’attività sul web.

Eco – urban, la frontiera dei brand di successo – Questi concentrati di attività e consumi sono quindi la chiave di lettura delle tendenze moderne, e in quanto tali, non possono che evidenziare una delle numerose opportunità del nostro tempo: “Go Eco-Urban”, la tendenza che sta facendo diventare le città luoghi di sviluppo sostenibile ed eco-innovazione. “Molti brand oggi sviluppano prodotti ad hoc per questi cosiddetti citysumers secondo strategie di marketing che vanno a declinarsi in modo dedicato a certi tipi di pubblico con caratteristiche precise”, sottolinea Marinoni. La dimensione social è sicuramente cruciale in termini di consumo. I social network vengono vissuti sia online che offline. “L’esempio più lampante, continua Marinoni, è il successo di Foursquare che celebra gli hotspot di una città e ad oggi è senza dubbio il social network più capace di raccontare questo fenomeno fatto da flussi di persone che si muovono, fanno il check-in in certi luoghi con una dimensione ludica molto accentuata che contribuisce a mettere in rete persone che non si conoscono ma che frequentano gli stessi luoghi della città”. Per i consumatori urbani infatti molti fenomeni sono mediati della rete, un altro esempio è rappresentato dal crowd-buying in città e “la case history più emblematica è sicuramente, come aggiunge Marinoni, il fenomeno Groupon CityDeal”, ovvero un portale dove si pubblicano giorno per giorno gli “affari” che si possono fare in città e che attraverso forme di associazionismo di consumatori possono arrivare a un prezzo molto più basso per servizi che di solito hanno standard di lusso. Sono queste dinamiche che fanno scoprire servizi della città poco conosciuti creando occasioni di supersconti dal 60% in su, legate al benessere, al cibo e a corsi di formazione atipici. Insomma, di nuovo, occasioni che fanno perno sull’essere cittadini. “La grande maggioranza delle marche, precisa Morace, si sta comunque muovendo in questa dimensione, a seconda del settore merceologico”. Il mondo delle auto lavora da tempo sulle city car e sulle forme di sostenibilità legate al vissuto in città con maggiore attenzione ai materiali. Ci sono poi aziende nel mondo del retail, come Muji, che da tempo dà spazio alla dimensione urbana del consumo. Tucano Urbano in Italia è un altro esempio di brand che nasce e si sviluppa sull’idea di chi si sposta in città e quindi propone accessori pratici per le moto. “Tutto il mondo dell’abbigliamento sportivo, sottolinea il sociologo, da Nike ad Adidas presta sempre maggiore attenzione agli sport urbani praticati in città e di conseguenza si trova a modificare su questi binari lo stile e la propria comunicazione”.


La tendenza in Italia – Nel nostro paese tutto orbita intorno a Milano e Roma dove certamente si concentrano cittadini che vogliono fruire della città con servizi diversificati, ma in futuro, come avvisa Marinoni, questo fenomeno contagerà le altre città italiane oltre ai grandi capoluoghi. “Di certo, osserva Marinoni, finora seguendo l’esempio positivo di marketing territoriale attuato da New York, Milano ha sfruttato le potenzialità del contesto urbano durante la settimana di Salone del Mobile nella quale ha saputo comunicarsi, attraverso un’ operazione di brandizzazione, come capitale del design nel mondo, sviluppando un proprio merchandising”. In generale a livello di marketing e comunicazione, tutte le strategie di guerrilla e marketing non convenzionale sfruttano il trend della cultura urbana. Un brand mondiale come Starbucks ha fatto ricorso (posizionando dei bicchieri di caffè su dei taxi, grazie a un magnete) a questo tipo di comunicazione che fa leva a situazioni che avvengono in città. Lo stesso vale per le strategie di retail dei temporary store che creano situazioni di shopping come fossero degli eventi speciali e ciò appaga il desiderio di essere continuamente sorpresi in città. “A livello di brand, conclude Marinoni, sono le multinazionali ad aver sviluppato questa attenzione ai mercati locali poichè più le marche sono globali più sono tenute a risolvere l’alone negativo di standardizzazione che c’è intorno a loro”. Da Nike a Prada, che per esempio ha realizzato borse con scritto Capri, fino alla stessa McDonald’s, i brand stanno imparando a modulare i propri prodotti sulla base dei cittadini con i quali parlano. In conclusione, nuovi linguaggi e nuove realtà estetiche stanno caratterizzando il mercato italiano, basti pensare alla crescente comunità sviluppata attorno agli appassionati di ciclismo in città, così come alla comunità crescente attorno allo skateboard fino ad arrivare al parkour. Cosa suggerire agli uomini di marketing? “Analizzate il fenomeno, assorbite gli aspetti di immaginario legati a un certo tipo di esperienza culturale, ma state attenti a contestualizzare il tutto”, avverte Morace”.

Articolo integralmente ripreso da AFFARITALIANI.IT realizzato da Maria Teresa Melodia


Chanel animating

Da un sorriso catturato per strada ad un’opera d’arte,le immagini muovono le parole. È NOWNESS, il quotidiano on-line che sfrutta al massimo la creatività, in continua evoluzione. Forward thinking.

 Nowness presenta un approccio altamente creativo e tecnologicamente avanzato per mostrare il meglio della moda, dell’arte, cultura e viaggi. Ogni giorno, Nowness introduce a un nuovo mondo di idee, offrendo storie sfaccettate e contenuti esclusivi.

Nowness appartiene al luxury group Louis Vuitton, ma il contenuto editoriale è indipendente.


Come in underwear, leave dressed Desigual

Dopo New York, Desigual ci riprova in Europa con un’iniziativa bizzarra per contrastare la crisi: i primi 100 ad entrare ( svestiti ) nei nuovi store a Madrid, Lisbona, Amsterdam escono vestiti di item Desigual.

Che dire… li aspetto a Milano.

Stay tuned 😉