Archivi tag: Art

Knit street art

Artist Juliana Santacruz Herrera has transformed some of Paris’ unsightly potholes into colorful art installations through the magic of brightly colored fabric.

via designboom


The wor(l)d as changed

They say a single word can change the world, that’s also what Stéphane Massa-Bidal might think. The artist plays on the double meaning of words and evolution over the years and through different historical periods, with a series of posters.

 

 

 

 

 

 

via MAD subculture


Urban installation: “Before I die”

Riflessioni urbane: dopo  I Wish I Was Stickern, ecco il nuovo progetto “Before I die” installation di Candy Chang a New Orleans (900 Marigny Street).

via Urbanshit.de


Art to support Japan

 

 

 

 

 

 

 

 

 

via ABDUZEEDO thanks @JeanBoileau


SOUR 映し鏡

Music telling #2

This new interactive music video takes a similar route to Arcade Fire’s The Wilderness Downtown but takes it one step further, with animations of windows. It may not achieve the same powerful emotional connection as the Arcade Fire video, but it’s an awesome use of the technology.

The song ‘Utsushi Kagami’ (Mirror) sings about the fact that everything and everyone around you is a mirror that reflects yourself. You can find who you are in the reflection of others. These lyrics sounded to be a great opportunity to create a fully interactive music video, collecting all the different datas on your social networking sites and using it as a platform of entertainment. Every viewing experience will be personalized based on your social network status, by connecting to your Facebook, Twitter, and the webcam.

 

Try it yourself!  http://sour-mirror.jp

via GSP DIGITAL, via MASASHI KAWAMURA


WE FEEL FINE: an exploration of human emotion on a global scale

Il web, come il mondo dei numeri può risultare asettico, privo di un’interiorità, privo di stati d’animo di cui riempiano tuttavia blog e social media. Dall’esempio di Twistori (tweet stream) a Stereomood (emotional radio), cerchiamo nella nostra interfaccia quotidiana la proiezione del nostro sentire per lasciarne traccia e poter far entrare il sentire nel numero.

Jonathan Harris e Sep Kamvar e un progetto che prende avvio nel 2005:          We feel fine

Un sistema ricosce nei blog mondiali “mi sento” ( I feel ) e quando trova una frase, registra la frase completa e identifica il “sentire” espresso in quella frase (ad esempio, triste, felice, depresso, ecc.) Dal momento che i blog sono strutturati in maniera standard (l’età, il sesso, e la posizione geografica dell’autore) spesso questi dati possono essere estratti e salvati con la frase, così come le condizioni climatiche locali nel momento in cui la frase è stata scritta.

Il risultato è un database di sentimenti umani di diversi milioni, in aumento di 15.000 – 20.000 nuove sensazioni al giorno. Utilizzando una serie di interfacce ludiche, i sentimenti possono essere ricercati e ordinati in un certo numero di “fette” demografiche, ad es. gli europei si sentono tristi più spesso rispetto agli americani? Le donne si sentono spesso più grasse degli uomini? La pioggia influisce sul nostro stato d’animo? Quali sono i sentimenti più rappresentativi delle donne ventenni newyorkesi ? Quali sono le città più felici del mondo? La più  triste? E così via.

L’interfaccia di questi dati è un sistema di particelle di auto-organizzazione, in cui ogni particella rappresenta un unico sentimento postato da un singolo individuo. Le proprietà delle particelle – colore, dimensione, forma, opacità – indicano la natura del sentimento dentro, e ogni particella può essere cliccata per rivelare la frase completa o la fotografia che contiene.  We Feel Fine dipinge queste immagini in sei movimenti formali dal titolo: Madness, Murmurs, Montage, Mobs, Metrics, Mounds.

We Feel Fine è un’opera d’arte scritta da tutti che cresce mentre crescono e mutano i nostri sentimenti.

Ci auguriamo che aiuti le persone a vedere la bellezza nei suoi alti e bassi della vita di tutti i giorni.

We Feel Fine